I laghi di Cancano e le dighe. Cos’è? Cosa sono?
Con il nostro articolo proviamo a rispondervi portandovi alla scoperta di uno dei luoghi più frequentati dell’estate in Alta Valtellina!

Cancano (1907 metri s.l.m.) è uno dei luoghi più visitati e fotografati di tutta l’Alta Valtellina. Sito in Val di Fraele, nel comune di Valdidentro, dal 1977 è territorio protetto all’interno dei confini del Parco Nazionale dello Stelvio. Distante una quindicina di chilometri da Bormio, l’area dei laghi di Cancano stupisce i suoi visitatori per la grandiosità del suo ambiente nel quale spiccano i due grandi bacini artificiali di Cancano e San Giacomo.

La panoramicissima strada di accesso, disegnata con una pendenza dolce e regolare, fu realizzata dall’azienda energetica di Milano in occasione della costruzione della diga di Cancano II. La nuova strada si rese necessaria per permettere il transito di filo carri carichi del materiale necessario alla costruzione dell’imponente sbarramento. La salita, contraddistinta da ventuno tornanti, porta a due brevi gallerie scavate nella roccia.

Pochi metri dopo i tunnel svettano da secoli le suggestive Torri di Fraele. Qui è d’obbligo una sosta per godere dell’incredibile panorama sulla Valdidentro e sulle sue montagne.  Proseguendo in direzione dei laghi la strada si fa pianeggiante. Dopo aver  costeggiato  lo splendido laghetto naturale delle Scale  si raggiunge l’area di Cancano con il suo ampio orizzonte, i suoi ristori e le sue numerose opportunità escursionistiche e paesaggistiche.

LAGO DELLE SCALE  

Il lago alpino che si incontra poco oltre le Torri di Fraele è un laghetto Naturale chiamato “Lago delle Scale”. La particolarità di questo lago è che non presenta immissari ed emissari “visibili” e per questo motivo, nel corso della storia, fu spesso paragonato a uno stagno o a un lago secco. Questo lago, ancor oggi proprietà privata, in passato apparteneva alla ricca famiglia nobiliare Alberti di Bormio che utilizzava queste acque per l’allevamento di pesce da consumare (e vendere) nelle settimane di quaresima.

COME RAGGIUNGERE CANCANO DA BORMIO?

Cancano è raggiungibile da Bormio seguendo inizialmente la SS 38 in direzione Passo dello Stelvio. All’incrocio con la strada statale 301 del Foscagno, proseguire su quest’ultima in direzione Livigno. Si prosegue per tre chilometri fino a raggiungere la località Fior d’Alpe dove, nei pressi di una chiesetta e di un ristorante pizzeria, si trova l’incrocio per Cancano. Sulla destra della strada principale si trova una ripida salita con cartello marrone indicante: Torri di Fraele – Laghi di Cancano – Pedenosso. Imboccata questa via (via Cancano) la si segue per 300 metri per poi svoltare nuovamente a destra sulla strada di Cancano. Nove chilometri di strada asfaltata, intervallata da 21 tornanti, portano alle Torri di Fraele. Dalle torri si prosegue per circa un chilometro e mezzo fino a raggiungere la grande area di parcheggio nei pressi della palazzina A2A.

Nei mesi estivi Cancano  è raggiungibile anche con i mezzi pubblici. Il servizio è gestito da Automobilistica Perego.

 

LIMITAZIONI STRADALI E PARCHEGGI

Dal 2019 la strada di accesso a Cancano è soggetta a pedaggio e nei mesi di luglio e agosto non è consentito il traffico veicolare sulle carreggiate  che costeggiano i due grandi bacini artificiali. Nei pressi dell’area pic-nic di Sasso Prada è presente  la colonnina per l’acquisto del ticket di pedaggio. All’arrivo sono presenti numerosi parcheggi per le auto (pagamento compreso nel biglietto del pedaggio) e varie aree attrezzate con tavoli e panchine. Molti sono gli spazi verdi per fare dei pic-nic.

Nei mesi invernali la strada di accesso è chiusa per pericolo di valanghe.

QUANDO VISITARE CANCANO?

L’area di Cancano è visitabile dalla tarda primavera fino alle prime grandi nevicate autunnali.

COSA FARE A CANCANO

Pregevole dal punto di vista ambientale e paesaggistico l’area dei laghi di Cancano offre interessanti opportunità sportive ma anche semplicemente paesaggistiche e culturali. Tra quest’ultime, oltre alla osservazione delle imponenti dighe si suggerisce la visita della piccola chiesa di Solena.

 A farla da padrone sono poi le numerose opportunità sportive ed escursionistiche. Molti sportivi approfittano di questo particolare luogo per allenarsi con la corsa, le biciclette o camminate di ogni difficoltà e lunghezza. Il giro dei laghi presenta un dislivello minimo e offre una ventina di chilometri (variabili in base al punto di partenza) completamente immersi nella natura.

Nei pressi del Rifugio Monte Scale è presente un noleggio di biciclette con una buona disponibilità di Mountain Bike tradizionali ed E-bike a pedalata assistita. (E’ consigliata la prenotazione)

In zona sono inoltre presenti numerose vie di arrampicata nelle falesie delle Torri di Fraele, Sasso dei Contrabbandieri, Monte Cornaccia, Malga Trela e Val Forcola.

Pinzolo – Laghi di Cancano (Parco Nazionale dello Stelvio), la 18^ Tappa del Giro d’Italia 2020

L’ambita salita ai laghi di Cancano, frequentatissima da ciclisti italiani e stranieri per il suo maestoso ambiente e panorama, il 22 ottobre 2020, è stata sede d’arrivo della 18^ tappa del Giro d’Italia 2020 (vittoria di tappa di Jai HINDLEY del team Sunweb)

ESCURSIONI A CANCANO PROPOSTE DAL BLOG DI ALBERGO ADELE

Le escursioni da noi descritte e disponibili gratuitamente sul blog di Albergo Adele Bormio sono:

BREVE STORIA DEI BACINI ARTIFICIALI DI CANCANO

I “laghi” di Cancano sono due bacini idrici distinti: quello di San Giacomo (secondo lago) e quello di Cancano (primo lago). In questi due laghi vengono convogliate tutte le acque dell’Alta Valtellina, poste sopra i 2000 metri, dal Passo Gavia a Livigno.

La loro realizzazione, tra il 1922 e il 1956, fu opera dell’azienda energetica Milanese AEM. La costruzione della diga Cancano I (oggi spesso non visibile perché sommersa dalle acque)  ebbe inizio nei primi anni ’20 per poi concludersi nel 1928 in contemporanea a quelli per la centrale elettrica di Isolaccia. Negli anni successivi, per fronteggiare il continuo e crescente fabbisogno energetico, AEM e altre aziende energetiche Italiane, potenziarono notevolmente i loro impianti presenti in Valtellina.

L’insaziabile fame energivora e l’ottimizzazione della rete di distribuzione comportarono la necessità di realizzare bacini idrici di accumulo con capacità di stoccaggio decisamente superiori a quelli esistenti. A tale scopo fu nuovamente ritenuta idonea la Valle di Fraele.

Nel 1940 iniziarono i lavori di costruzione della diga di San Giacomo che, a intervalli intermittenti a causa della guerra, portarono nell’agosto del 1950 all’inaugurazione di quello che al tempo era il bacino artificiale più grande al mondo. Ma anche questo non fu sufficiente.

La ricostruzione del dopoguerra, lo sviluppo della città di Milano e il boom economico Italiano, necessitavano di ulteriori apporti di energia elettrica. Per questo AEM decise di progettare una nuova diga, ancora più capiente della precedente. Nel 1953 iniziò l’allestimento del cantiere e nel giugno 1954 iniziarono i lavori della diga di Cancano II. Il 03 maggio 1956 fu inaugurata la nuova diga  e da allora il paesaggio è come oggi lo conosciamo.

CURIOSITÀ SULLE DIGHE DI CANCANO

Cancano I è una diga del tipo arco-gravità. Alta 43 metri e costruita tra il 1922 e il 1928 generava un lago con la capacità massima di stoccaggio di 24,5 milioni di metri cubi. Questa diga è ai nostri giorni raramente visibile in quanto sommersa dalle acque dalla diga di Cancano II.

La diga di San Giacomo è una diga a speroni nella parte centrale, con raccordi laterali a gravità massiccia. Alta 91,5 metri e lunga 965 metri, fu costruita tra il 1940 e il 1950. Il suo lago ha la capacità massima di stoccaggio di 64 milioni di metri cubi. Con il suo riempimento scomparvero il piccolo borgo di San Giacomo e la sua chiesetta di origine medioevale.

 Cancano II è una diga del tipo arco-gravità. Alta 136 metri e lunga 381 metri, fu costruita tra il 1953 e il 1956. Il suo lago ha la capacità massima di stoccaggio di 123 milioni di metri cubi.

Ai giorni nostri, grazie alle acque, le centrali elettriche dell’Alta Valtellina capitanate da Grosio e Premadio, sviluppano una potenza complessiva di 428 MW.

LA STORIA SOMMERSA

Per millenni la via di Fraele, insieme alla via dell’Umbraglio, è stata una delle rotte transalpine più frequentate e contese. L’importanza dei traffici commerciali e militari di queste strade si perde nella notte dei tempi. Il borgo principale della valle di Fraele era quello di San Giacomo che, seppur ridotto ad un piccolo nucleo di caseggiati, rivestiva una certa importanza. Il paesello era contraddistinto dalla medioevale chiesa di San Giacomo (documentata già dal XIII secolo), alla quale si affiancava uno xenodochio per l’alloggio di viandanti e pellegrini. In zona erano inoltre presenti miniere di ferro e forni fusori nei quali veniva lavorato il materiale grezzo prima di essere trasportato nelle fucine di fondovalle.

Il paese, era con molta probabilità abitato tutto l’anno. Questo almeno fino all’epoca Napoleonica. In quel contesto storico il paese fu infatti quasi completamente distrutto con i valligiani costretti a fuggire a Premadio e Pedenosso.

Nella prima metà del secolo scorso, poco prima d’essere sommerso dalle acque della diga, il borgo vantava ancora: una caserma della guardia di finanza, una stazione postale, un’osteria e la già nominata chiesa medioevale dedicata a San Giacomo.

L’evento più cruento e drammatico nella storia di questi luoghi avvenne però nel 1635.  Nel contesto storico della Guerra dei Trent’anni tra truppe Spagnole e Francesi,   nei pressi di San Giacomo ebbe luogo un grande scontro militare che lasciò sul campo più di duemila morti.

CURIOSITÀ E LEGGENDE

Una mattina del novembre del 1935, Massimo Bradanini detto Castrin vide emergere dalle acque del lago di San Giacomo i fantasmi dei soldati del 1635 i quali, a distanza di trecento anni continuavano a darsi battaglia.

Il campanile della chiesa di San Giacomo resistette al primo anno di allagamenti e, come oggi succede per il campanile del lago di Resia (BZ), rimase solitario e austero a ricordare ai valligiani la storia sommersa sotto le acque. Forse anche per questo motivo l’anno successivo fu definitivamente abbattuto dalla mano dell’uomo.

Buona visita a Cancano da Stefano e tutto lo staff di Albergo Adele

Fonti – La filovia dello Stelvio di Alessandro Albé e Sergio Viganò – Pietro Macchione editore 2016; Informazioni private e archivistiche Lorenza Fumagalli, Massimilano Trabucchi e Dario Cossi.

Fotografie – Archivio Albergo Adele – Stefano Bedognè; Archivio Marino Amonini; Archivio Ilario Silvestri su concessione del Centro Studi Storici Alta Valtellina.

Revisione del testo – Eugenio Rossetti.

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