Chi è Stefano Bedognè in firma agli articoli del blog di Albergo Adele?

In firma agli articoli sulle passeggiate e sugli spunti culturali del blog di Albergo Adele troviamo la firma di Stefano Bedognè.

Per dare un’ indicazione al lettore abbiamo chiesto a Stefano di farci una sua breve autobiografia. Anche se restio, ha deciso di pubblicarla.

 Stefano Bedognè – scasci

Autobiografia

Cocciuto e curioso ignorante,  sono nato nel 1981 in una famiglia di albergatori e fin dall’infanzia ho vissuto a stretto contatto con la gente. Grazie a mio zio Oreste, istruttore di sci di fondo e guardia forestale, e grazie a mio papà Giovanni, operaio stagionale del Parco Nazionale dello Stelvio, ho potuto frequentare e conoscere le montagne di Bormio già dai primi passi. Crescendo, un po’ per gioco e un po’ per sfida ho potuto praticare tutte le principali attività sportive del territorio e verso i 14 anni ho scelto di concentrare il mio impegno nella disciplina del Biathlon (sci di fondo e tiro con la carabina).

Nel 1999, nel periodo che avrebbe dovuto essere quello delle vacanze estive tra la quarta e la quinta superiore, ho frequentato il corso per volontari in ferma breve dell’Esercito Italiano a Sora, in provincia di Frosinone, per poi passare in forza al centro sportivo esercito di Courmayeur con incarico di atleta di biathlon.

Nel 2000, pochi giorni prima degli esami di maturità, ho la fortuna di essere selezionato per far parte della squadra nazionale juniores di Biathlon. Ricordando quell’anno voglio però spendere qualche parola per ringraziare quei professori che, con amichevole pazienza e buonsenso, mi hanno dato modo di conseguire il diploma di maturità malgrado le numerose assenze dovute ad impegni sportivi e “militari”.

Gli anni da atleta professionista, seppur con mediocri risultati, hanno fortemente contribuito a plasmare il mio carattere in una fase particolare della vita come quella tra i diciotto e venticinque anni.  In compagnia di Amici e persone speciali quali William Guala, Fabrizio Venturini, Corrado Cianciana, Ruben Montagnoli, Paolo “Peppo” Bionaz, Fabrizio Curtaz, Ivan Romanin e l’indimenticato Danilo Sartore, ho avuto modo di immergermi in nuove culture, diversi punti di vista, stili di vita e grandi professionalità. L’impegno sportivo agonistico, di fronte a massacranti impegni fisici e soprattutto psicologici mi ha dato modo di viaggiare e visitare molte località alpine oltre che i Pirenei, la Siberia, il Cile del dopo Pinochet e la Patagonia argentina in quella San Carlos di Bariloche resa in quegli anni famosa dall’arresto dell’ex ufficiale nazista Erik Priebke. Il più “anziano” di noi, allenatori compresi, non superava i trent’anni. Quella banda di scanzonati, cosi mi sento di definirci oggi, camminava nella storia vivendo esperienze che avrebbe completamente compreso, forse, solo parecchi anni dopo. Nel 2005, dopo sei intensi anni di attività sportiva professionistica con i colori dell’esercito e della squadra nazionale italiana decido di congedarmi per tornare a Bormio ad aiutare a tempo pieno la mia famiglia.

Tra gli amici già citati “lascio in caserma” anche Nicola Pozzi, mio ex compagno delle scuole medie e soprattutto compagno di centinaia di migliaia di chilometri di trasferte negli anni da atleta. Con lui rimane anche Christian De Lorenzi, compare di avventure fin dalla prima elementare e che, tranquillamente, posso definire un fratello. Mi scuso per la digressione  ma con orgoglio mi piace ricordare che da quel maggio 2005 il mio primo rivale Christian parteciperà con eccellenti risultati a ben 3 Olimpiadi conquistando anche 6 podi in Coppa del Mondo.

Rientrato a Bormio a tempo pieno, dopo una stagione in cucina mi sposto al ricevimento e alla sala da pranzo dove con il passare del tempo prendo in maniera naturale maggiori libertà e responsabilità diventando dal 2013 responsabile vendite e marketing della azienda familiare Albergo Adele oltre che collaboratore nella gestione e pianificazione della società.

Dal 2005 entro a far parte del consiglio del Gruppo Alpini Bormio con il quale ricopro per due mandati la carica di consigliere e per un mandato quella di consigliere e vice-capogruppo. L’esperienza nel consiglio del gruppo Alpini Bormio, guidato dal Capogruppo Alberto “Zotto” Canclini, resterà una delle esperienze più positive della mia storia personale.

Nel frattempo rimane inalterata la voglia di viaggiare e cosi tra il 2006 ed il 2008 mi concedo due esperienze di viaggio-avventura in Patagonia e Nuova Zelanda.

Sempre nel 2008 conseguo il diploma di Maestro di sci di Fondo che indirettamente segna un altro importante passo nel mio percorso di crescita umana. Durante il corso di formazione e soprattutto in una fase immediatamente successiva a questo, per tramite della grande guida alpina Valsecchi Emilio “Lupetto” ho la fortuna di conoscere Eraldo Meraldi, anch’esso guida alpina ma soprattutto grande persona. Da questo incontro nasce una grande amicizia che mi porta ad un nuovo importante percorso di crescita umana e filosofica con la montagna a fare da cornice. Insieme a Eraldo ho la fortuna di poter aprire qualche nuova via di roccia e misto nelle nostre valli ma soprattutto, in un periodo “un po’ storto” sviluppo in maniera decisa la passione per la letteratura e la filosofia, già stimolata in passato da Fabrizio Venturini e dal mio “capospedizione” in Nuova Zelanda: Simone “Saim” Rodigari.

Nel 2011 entro a far parte del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico e grazie alla seria e continua formazione tecnica e professionale cui sono sottoposti i  volontari della VII Delegazione prosegue il mio percorso di crescita. Con l’esperienza “soccorso alpino” ho modo di conoscere e successivamente diventare grande amico di Francesco “keko” Sertorelli, il mio “psicologo della domenica”.

Sul fronte professionale, nel corso degli anni, partecipo al corso di primo livello dell’associazione italiana sommelier oltre che a corsi di strategia marketing e web marketing turistico. Tra il 2015 ed il 2016 partecipo anche a due viaggi-studio in Irlanda per lo studio della lingua inglese.

Nel 2016 decido di mettermi in gioco per la comunità e mi candido alle elezioni comunali. Il successo della mia lista d’appartenenza ed un inaspettato numero di voti personali mi permettono di diventare consigliere di maggioranza. Mi dedico fin da subito agli aspetti legati al mondo della protezione civile e del turismo. In questa nuova esperienza ho modo di lavorare fianco a fianco con Stefano “Bele” Dalla Valle e Cinzia Sertorelli con i quali nasce una grande amicizia e profonda stima. Insieme sviluppiamo l’idea che per la crescita del nostro territorio sia necessaria una formazione professionale di grande qualità e, grazie anche all’aiuto del Professor Alberto Quadrio Curzio, mettiamo le basi perché possa esser realizzato e finanziato il percorso formativo “Montagna 4.0”. Purtroppo il percorso amministrativo con la compagine di maggioranza si dimostra burrascoso per evidenti divergenze sotto più punti di vista. Per questo motivo, dopo meno di 18 mesi dall’elezione, io, Cinzia e Stefano, lasciamo la compagine di maggioranza per diventare Gruppo misto e sedere tra i banchi dell’opposizione.

Ultima esperienza in ordine cronologico è la pubblicazione nel maggio 2019 del mio primo libro: Albergo Adele, una storia, una famiglia.  Il libro, frutto di anni di immaginazione, ricerca e lavoro, non potrebbe aver visto la luce senza il supporto e l’amicizia dell’Alpino e direttore di Valtellina Alpina, Marino Amonini.

Non hanno trovato un posto nella collocazione temporale, la mia famiglia, il gruppo di amici “Pizocher” e la mia fisarmonica. Questo è solamente dovuto al fatto che loro, fin dalla mia infanzia, sono patrimonio di me stesso e del mio cammino. Per loro non ho parole più sincere e profonde di un semplice ma infinitamente grande: grazie.

Un grosso grazie va naturalmente anche a tutte quelle persone, collaboratori, amici ed ospiti, non nominati ma parte viva ed insostituibile del mio percorso di crescita umano, culturale e professionale.

In chiusura credo sia giusto appuntare nel mio “curriculum” le lingue parlate. Oltre all’Italiano e al dialetto, cerco di intendermi anche in lingua inglese, spagnola, francese e tedesca. Per tutte queste lingue non ho la padronanza per tenere una conferenza ma ne possiedo una capacità sufficiente per poter fare del simpatico chiacchiericcio di fronte ad un buon calice di vino rosso, ovviamente Valtellinese.

Giugno 2019

biografia stefano

 

 

 

 

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