L’escursione ad anello ai Fortini del “Pian di Pec” (piana degli abeti) ci piace definirla l’escursione dell’abbandono.

Abbandono materiale di un percorso storico ma anche abbandono della frenesia e meraviglia dell’inaspettato.

Escursione ai Fortini del Pian di Pec – Valle del Braulio

Lunghezza totale dell’escursione:  7.500  metri

Dislivello totale in salita: 510 metri

Tempo indicativo dell’intera escursione : 4 ore

Difficoltà: escursionistica (7 su 10)

Stagione consigliata: da fine giugno a metà ottobre

Percorso adatto anche in giorni di pioggia:  no

Caratteristiche generali dell’ambiente: itinerario panoramico e storico d’alta montagna

Presenza di acqua\fontane lungo il percorso: no

Percorso all’interno dei confini del Parco Nazionale dello Stelvio: si

Panchine lungo il percorso: no

Aree picnic lungo il percorso: no

Ristori o rifugi lungo il percorso: no

Percorso ad anello: si

Percorso vai e vieni: si (eventuale percorso vai e vieni dai Fortini, difficoltà 5 su 10)

Percorribile con passeggino: no

Località di partenza dell’escursione: Piazzale I° Cantoniera dello Stelvio

Coordinate del punto di partenza: 46°30’34.39” N – 10°22’22.94” E  —-   UTM:  32T 605337  –  5151581

Quota del punto di partenza: 1720 metri s.l.m.          Quota massima toccata dal percorso:   2250 metri s.l.m.

Attenzione: le località di partenza e arrivo non sono le stesse.

Descrizione dell’itinerario

L’escursione ad anello ai Fortini del “Pian di Pec” (piana degli abeti) ci piace definirla l’escursione dell’abbandono. La scelta di questo termine ha almeno due giustificazioni, una pratica e una emozionale. La motivazione pratica è dovuta alla scarsa manutenzione e valorizzazione dedicata fino ad oggi alla splendida strada mulattiera che dal tornante dei fortini, poco sopra la I° Cantoniera dello Stelvio, si inerpica con pendenza regolare lungo la dorsale della montagna. La motivazione emozionale è invece dovuta all’insegnamento che questo percorso sa regalare: l’abbandono della frenesia e la meraviglia dell’inaspettato.

Da piazzale della I° Cantoniera si percorre per circa 50 metri la strada statale in direzione Passo Stelvio. Lasciato alle spalle il rudere della casa cantoniera, sulla destra si trova uno spiazzo erboso. Al termine del prato, in prossimità di un cartello stradale, il sentiero si addentra in salita nel bosco di pino mugo. Questo tratto iniziale, un tempo chiamato “scurtirol de la prima” (scorciatoia della I cantoniera), porta in breve al tornante dei fortini (n° 29) dove ha inizio la strada mulattiera dei fortini del “pian di pec” (piana degli abeti).

Immersa in un fitto bosco di pino mugo, la storica strada militare sale con pendenza regolare lungo la dorsale del “Pian di Pec”. Tutta la salita è accompagnata dalla maestosa presenza delle pareti di Pedenolo e del Monte Radisca. Queste imponenti e apparentemente inviolabili balze rocciose, intervallate da spettacolari cenge prative (campo dei fiori), offrono all’escursionista la rara opportunità di poter osservare una montagna da questa inconsueta angolatura. Lungo la salita, l’iniziale senso di oppressione si fa via via più lieve fino a lasciare pieno spazio a nuove emozioni quali stupore e meraviglia.

Giunti ai primi ruderi risalenti alla Guerra Bianca (evidente una struttura in cemento arroccata su di uno sperone roccioso), la mulattiera presenta un breve tratto in leggera discesa. Poche decine di metri più avanti, dopo aver attraversato una piccola fascia rocciosa perpendicolare al sentiero, il tracciato svolta in maniera decisa verso sinistra. Una breve e ripida salita porta in pochi minuti ai resti dei fortini militari.

L’incredibile zona prativa appena raggiunta, occupata nel corso della prima guerra mondiale dai cannoni dell’artiglieria alpina a protezione delle linee del Filon del Mot e delle Rese Alte di Scorluzzo, offre una spettacolare vista sulle montagne dell’alta valle del Braulio. Verso Ovest lo sguardo si perde invece sui laghi di Cancano, il Monte Scale e la Cime di Plator. Privilegiata è anche la vista sulla Valdidentro, la val Viola e  le bianche pareti ghiacciate del Bernina sullo sfondo.

Dai Fortini

Lasciata la zona occupata un tempo dai fortini, si prende il percorso 505 in direzione: tre baracche. Il sentiero, inizialmente pianeggiante, punta verso ovest in direzione della Valdidentro. Da qui in avanti il tracciato si presenta sempre ben marcato ed evidente tuttavia, in prossimità di una fascia rocciosa, è presente il punto tecnicamente più difficile dell’intero percorso. Un tratto di circa 50 metri con una ripida discesa su ghiaia compatta. Passato quel breve tratto, il sentiero prosegue in discesa. In pochi minuti si raggiunge uno dei balconi panoramici più belli di tutta la Valtellina con una vista spettacolare sulla conca Bormina.  

Da li in avanti il tracciato continua in discesa, con tratti anche particolarmente ripidi, fino alla località “tre baracche”.

Lungo l’intero percorso è possibile avvistare camosci, stambecchi, aquila e gipeto. Di particolare pregio è anche la ricca flora alpina con rododendri, stelle alpine, crisantemi, lactostafili, salice nano e molto altro.

Note:

Il punto di partenza e arrivo dell’escursione sono diversi. Dalle “tre baracche” è possibile chiudere l’anello seguendo in salita la strada dello Stelvio per circa 1500 metri. In alternativa si suggerisce di lasciare la macchina nel parcheggio delle tre baracche e prendere la corriera in salita fino al tornante dei Fortini. (verificare preventivamente orario e servizi della linea Bus)

 

Punti di interesse culturale sul percorso: I luoghi della Guerra Bianca

Buona escursione

Stefano e tutto lo staff di Albergo Adele

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Le escursioni descritte hanno solamente scopo divulgativo e di promozione del territorio. Ogni escursionista deve valutare in maniera autonoma il proprio personale stato di forma fisica, esperienza  e capacità.  L’escursionista dovrà valutare in maniera autonoma le difficoltà del percorso in base alle proprie condizioni, alle condizioni del sentiero e meteorologiche, compresa la presenza di ghiaccio, neve, frane, colate detritiche o altri eventi. Albergo Adele e Stefano Bedognè non si assumono nessun tipo di responsabilità per eventuali incidenti occorsi agli escursionisti durante le escursioni descritte e nei percorsi indicati. Albergo Adele e Stefano Bedognè suggeriscono sempre l’accompagnamento da parte di una Guida Alpina.