Quella di seguito proposta è una lunga escursione dall’incredibile panorama. Il percorso presenta tre diverse sezioni tutte caratterizzate da aspetti ambientali di incredibile fascino. La prima parte dell’itinerario, la più segnata dalla mano dell’uomo, prevede la salita alla Malga San Colombano lungo la strada sterrata che sale dal Forte di Oga. La sezione centrale, dall’Alpe di San Colombano all’Alpe di Cerdec, attraversa un ambiente alpino dalla ridottissima antropizzazione dove la simbiosi degli elementi presenti e la maestosità dell’ampio paesaggio lasciano esterrefatti e senza parole. Da Cerdec al Forte di Oga, si attraversa invece una foresta di conifere dal sottobosco verdeggiante e profumato. Una escursione da favola.

Forte di Oga, Malga San Colombano, Cerdec – Giro ad anello
Valdisotto

Lunghezza totale dell’escursione:  15.322 metri
Dislivello totale in salita: 922 metri
Tempo indicativo dell’escursione: 6 ore
Difficoltà: escursionistica (6 su 10)
Stagione consigliata: da fine giugno a  fine ottobre (verificare quota neve)
Percorso adatto anche in giorni di pioggia:  no
Caratteristiche generali dell’ambiente: itinerario panoramico con incredibile vista su Bormio e Gran Zebrù
Presenza di acqua\fontane lungo il percorso: si
Percorso all’interno dei confini del Parco Nazionale dello Stelvio: no
Panchine lungo il percorso: no
Aree picnic lungo il percorso: no
Ristori o rifugi lungo il percorso: si  (Malga San Colombano – Ristoro San Colombano)
Percorso ad anello: si
Percorso vai e vieni: no
Percorribile con passeggino: no
Località di partenza dell’escursione: Forte di Oga (Valdisotto)
Coordinate del punto di partenza: 46°28’01.25” N – 10°20’12.38” E  —-   UTM:  32T 602635  –  5146806
Quota del punto di partenza: 1700 metri s.l.m.
Quota massima toccata dal percorso:   2315 metri s.l.m.

Descrizione dell’itinerario

Dal parcheggio del Forte di Oga si prende l’evidente sterrata che, seguendo l’itinerario 280, sale in direzione della Malga San Colombano. La strada, ben segnalata, sale con pendenza regolare attraversando un piacevole bosco di conifere. In prossimità dell’alpeggio il panorama si fa più ampio donando una incredibile vista sulle cime dell’Alta Valtellina tra le quali spicca per bellezza e imponenza il Gran Zebrù.

Raggiunti i 2235 metri della Malga San Colombano si devia a sinistra sull‘itinerario 208 in direzione “Baita Cerdec”.

Dopo aver attraversato la valletta immediatamente successiva alla malga, si procede in piano per alcune centinaia di metri per poi puntare verso il basso in direzione della partenza dello ski lift. Raggiunto l’impianto di risalita si imbocca l’evidente sentiero che procede in direzione Sud.

Il sentiero porta in breve ad una vecchia pista da sci abbandonata. Si seguono in leggera discesa alcuni pali segnavia marchiati di bianco e rosso fino a raggiungere nuovamente un evidente sentiero che risale per alcuni metri, sempre in direzione sud.

Il sentiero imboccato, dopo una breve discesa porta ad una deviazione con cartello segnavia. Alla deviazione si mantiene il percorso che procede pianeggiante sull‘itinerario 208 e che, dopo alcune centinaia di metri porta ad una zona contraddistinta da massi .

L’attraversamento dei grandi massi, seppur ridotto a poche decine di metri, è la parte più difficile dell’intero percorso. A chi non se la sentisse di attraversare in sicurezza questi pochi metri, suggeriamo in ogni caso di ritornare sui propri passi fino all’inizio del percorso evitando inutili rischi.

Il sentiero procede per larga parte pianeggiante assecondando la conformazione naturale del pendio. Questa parte di percorso offre un ambiente tra i più pregevoli di tutta l’Alta Valtellina. L’armonia degli elementi, il silenzio, l’ampio paesaggio e la scarsa frequentazione, fanno di quest’ambiente una perla da ammirare e proteggere. Un piccolo angolo di paradiso nel quale camminare in punta di piedi.

L’ultima parte del sentiero presenta una discesa, a tratti ripida, che porta ad una nuova strada sterrata. Raggiunta la strada si curva a sinistra in discesa in direzione di “Baita Cerdec”.

Dall’alpeggio “Baita Cerdec” si continua in discesa fino a raggiungere un incrocio. Qui si tiene la sinistra e si imbocca l’itinerario 207 in direzione di “Baita la Mandria” e “Oga”.

Dopo alcune centinaia di metri si incontra un’area recintata con cancello. Al termine di quest’area, pochi metri oltre il cancello di uscita, si trova una fontana dalla quale sgorga freschissima l’acqua Levissima. In questo luogo, chiamato “Pozzaccio” si trova infatti una delle sorgenti che alimentano il notissimo stabilimento di Acque Minerali.

Dalla fonte si prosegue in discesa fino a raggiungere una suggestiva e ampia radura contraddistinta da grandi massi.

Poco oltre si incontra un nuovo incrocio. Qui si svolta a sinistra e in salita si prende l’itinerario 276 in direzione del “Forte di Oga” e “Ghesa”. La salita, ripida nel primo tratto, si fa in breve più dolce fino a portare ad una zona più pianeggiante contraddistinta da un magnifico bosco attraversato da un suggestivo ruscello.

Raggiunta la località “Ghesa” (cartello) la strada svolta a sinistra. Con una ripida ma breve salita si raggiunge una nuova deviazione dove si continua diritti sul sentiero pianeggiante dell‘itinerario 276 in direzione del “Forte di Oga”.

Dopo un brevissimo saliscendi inizia una discesa che porta ad un nuovo balcone panoramico sulla conca di Bormio e, poco oltre, ad un pontino di legno.

Attraversato il ponticello si prosegue diritti e prevalentemente in discesa mantenendo sempre la strada principale fino a raggiungere un incrocio nei pressi di una mangiatoia per animali. Qui si svolta a sinistra e, su comoda strada sterrata si affronta l’ultimo brevissimo tratto di salita.

Al nuovo incrocio si ritrova la strada sterrata che collega il “Forte di Oga” con la “Malga San Colombano”. Qui si svolta a destra in discesa e, in poche centinaia di metri si ritorna al punto di partenza di questa incredibile escursione.

Buona escursione

Stefano e tutto lo staff di Albergo Adele

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Le escursioni descritte hanno solamente scopo divulgativo e di promozione del territorio. Ogni escursionista deve valutare in maniera autonoma il proprio personale stato di forma fisica, esperienza  e capacità.  L’escursionista dovrà valutare in maniera autonoma le difficoltà del percorso in base alle proprie condizioni, alle condizioni del sentiero e meteorologiche, compresa la presenza di ghiaccio, neve, frane, colate detritiche o altri eventi. Albergo Adele e Stefano Bedognè non si assumono nessun tipo di responsabilità per eventuali incidenti occorsi agli escursionisti durante le escursioni descritte e nei percorsi indicati. Albergo Adele e Stefano Bedognè suggeriscono sempre l’accompagnamento da parte di una Guida Alpina.