Il Forte di Oga. Museo e testimone vivente della Guerra Bianca in Alta Valtellina.

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Testimone vivente della Guerra Bianca, il Forte “Venini” di Oga, è ai nostri giorni l’esempio meglio conservato in Europa di fortificazione stabile risalente al periodo della prima guerra mondiale. Questa strabiliante opera architettonica, costruita tra il 1908 e il 1912, costituisce un interessante esempio della rivoluzione tecnologica di inizio ‘900 applicata al comparto bellico.

Cunicoli, passaggi segreti, postazioni di artiglieria e nicchie a scomparsa, permettono ai visitatori di rivivere la quotidianità vissuta dai soldati che presidiarono il forte fino al 1958. Un vero e proprio viaggio nella storia.

Frutto di un prezioso programma di recupero e di valorizzazione (ancora in corso), il forte presenta una ricca esposizione di cimeli rinvenuti prevalentemente sulle montagne del Bormiese, tra le prime linee di quello che fù il fronte occidentale Italiano e lungo quella frastagliata linea di confine che per quasi 650 chilometri  collegava il Passo Stelvio alle linee del Carso.

Insieme a numerosi reperti bellici, fanno parte del ricco patrimonio storico del Forte una serie di pezzi unici per pregio e ingegneria come ad esempio: il generatore di corrente del 1908 della Tosi di Legnano, l’impianto elettrico originale, le cupole corazzate, le complesse torri a scomparsa, il bruciatore a carbone del 1908, le batterie di termosifoni di metà ‘800 con cesellatura su ghisa, il maestoso obice Skoda del 1919 e l’obice austroungarico del 1916.

Negli archivi del Forte, inoltre, sono conservati documenti di particolare interesse quali la raccolta completa della gazzetta ufficiale del Regno d’Italia dal 1920 al 1940 e la raccolta completa delle pagine della Domenica del Corriere dal 1914 al 1918.

 

Il percorso espositivo

Allestimenti completamente rinnovati permettono ai visitatori di comprendere al meglio non solo la storia e la funzione dei diversi ambienti della struttura, ma anche, e soprattutto, la quotidianità degli uomini in servizio militare che la presidiarono dal 1908 al 1958.

Il nuovo progetto di allestimento si è posto l’obiettivo di restituire il volto umano alla guerra; il Forte non è un museo della guerra, pur contenendo al suo interno migliaia di cimeli e reperti bellici, ma vuole essere luogo di incontro fra l’uomo di ieri e l’uomo contemporaneo.

Il percorso museale, sviluppato su quattro livelli, permette al visitatore di percorrere ogni angolo della struttura. Didascalie, planimetrie e riproposizioni 3D arricchiscono l’esperienza facilitando la comprensione delle caratteristiche architettoniche e la destinazione originale degli ambienti.

Al piano terra, oltre all’ingresso, il cortile interno e il fossato, sono presenti gli ambienti di vita quotidiana della truppa di stanza al Forte.

Al primo piano si trovano i locali destinati all’uso bellico quali: la sala del comando militare, gli accessi alle quattro cupole corazzate e le riservette degli esplosivi. Di particolare rilievo è inoltre la maestosa galleria con binario per il transito delle munizioni e dei pezzi di artiglieria.

Sul tetto, il grande terrazzo panoramico offre una vista mozzafiato sulla conca Bormina e sulle sue maestose vette. Dalla intensa luce esterna il percorso si sposta negli ombrosi sotterranei del forte dove, fra freddi cunicoli e umidi passaggi segreti, si passa alla visita della polveriera, delle originali caldaie a carbone e della torre per la presa d’aria.

Il percorso prosegue poi esternamente sul sentiero della sentinella lungo l’itinerario che fu in passato il giro di ronda dei soldati di guardia al Forte.

Visitando il Forte non è difficile immaginare gli stati d’animo e le emozioni dei giovani che in queste zone trascorsero i lunghi anni di guerra. La visita a questo museo è un viaggio nel passato, dal quale prendere spunti per riflettere sul presente e guardare con fiducia al futuro.

Buona scoperta di Bormio e dei suoi tesori “nascosti”

Da Stefano e tutto lo staff di Albergo Adele

 

Note curiose

Il forte, dal 1938, è dedicato al Capitano Corrado Venini (4 gennaio 1880 – 20 maggio 1916), medaglia d’oro e medaglia d’argento al valor militare.  “Se io cado per la Patria, dovrai nella mia morte trovare una ragione in più per amare questa nostra Italia” (C.Venini in una lettera indirizzata al figlio nato nel 1915)

Siti di interesse ambientale e naturalistico presenti in zona: La riserva naturale del Paluaccio di Oga.

Orari di apertura 2020: 30/31 maggio 1/2 giugno, 6/7 giugno e 13/14 giugno dalle 9.00 alle  18.30
dal 20 giugno fino al 6 settembre TUTTI I GIORNI dalle 9.00 alle 18.30

Coordinate geografiche del sito: 46°28’05.89” N  10°20’22.03’’ E – UTM 32T 602838   5146953

Fonti, testi e fotografie:

Revisione dei testi: Dott. Eugenio Rossetti

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