Gli anni ’60

Albergo Adele e Bormio negli anni del “boom”

Gli anni ’60 sono gli anni del “miracolo economico Italiano” o, se si preferisce, boom economico. All’iniziale fase di ricostruzione del secondo dopoguerra si fa strada una vera e propria espansione tecnologica e un benessere diffuso che portano con se l’inizio di una nuova epoca turistica: il turismo di massa.

Bormio e la montagna in generale, così come gli altri luoghi “periferici” impiegano maggior tempo per godere o subire dei cambiamenti in atto ma, ovviamente, non ne sono immuni; il più lento incedere del cambiamento tuttavia riduce il rischio di inseguire inutilmente brevi mode passeggere.

Nel decennio Bormio si espande, cresce turisticamente sia nella qualità che nelle opportunità dell’offerta come dimostrano lo sviluppo della rete impiantistica dove, sotto la guida del Senatore Walter Fontana, comincerà il marcato sfruttamento sciistico del monte Vallecetta con la costruzione di Bormio 2000 e, nel 1969, della funivia Bormio 2000 – Bormio 3000.

Un’altra significativa opera è la realizzazione della nuova piscina natatoria di Bormio Terme che nella “Guida di Bormio” del 1967 a cura del Dr. Prof. Lide Martinelli e Dr. Sandro Rovaris viene così descritta: “La moderna piscina di nuoto alimentata con l’acqua termale della fonte Cinglaccia costituisce una delle principali attrattive.

L’acqua arriva a Bormio attraverso una condotta lunga 3080 metri, alla temperatura di 39° e viene raffreddata con speciali pompe fino alla temperatura di 25°. Il calore sottratto viene usato per il riscaldamento degli ambienti. La piscina, lunga metri 33,30 e larga metri 16, è munita di trampolini per tuffi e lateralmente ha una ampia tribuna per spettatori. Una piscina ridotta per bambini completa l’attrezzatura veramente moderna ed elegante.”.

“L’acqua termale di Bormio già dai Romani, oltre che per i bagni era usata come bibita. Essa è facilmente digeribile, non provoca alcuna manifestazione dispeptica, anzi la digestione si fa più rapida e facile, l’appetito aumenta e le funzioni intestinali si fanno più regolari.”.

“L’acqua della fonte Plinana viene trasportata per tubazioni dove, coi sistemi più moderni e razionali, viene imbottigliata e spedita come acqua da tavola.”.

Sullo sci e in particolare lo sci estivo, viene inoltre dato rilievo alle strutture del Passo dello Stelvio che nel decennio successivo vedranno il loro massimo splendore.

“Allo Stelvio si trova la più progredita attrezzatura alberghiera per gli sports di montagna, sci estivo e alpinismo. Oltre mille allievi frequentano contemporaneamente le varie e rinomate scuole di sci, provenendo da tutto il mondo. Allo Stelvio sono nate le prime scuole estive di sci nell’anno 1931 al Rifugio Livrio, poi negli anni 1934-1935 al Passo con un complesso di un centinaio di allievi in tutto. Allora unico attrezzo per la salita erano le pelli di foca e molta fatica. Ora gli allievi sono più di mille distribuiti nei vari alberghi e rifugi e gli impianti di risalita sono sparsi ovunque.”

Dalla lettura della già citata Guida di Bormio del 1967 emerge inoltre il valore delle passeggiate e delle escursioni che, agevolate dal miglioramento dei trasporti, si spostano anche oltre i limiti del borgo, andando a interessare le splendide valli laterali, altra inequivocabile ricchezza del territorio. La guida aggiunge note sulla storia locale e sul valore artistico di opere ed edifici di Bormio e valli.

Gli anni ’60, più precisamente il 1964, vedono la piccola Pensione Adele diventare Albergo Adele nelle dimensioni che oggi conosciamo, grazie a un robusto ampliamento della struttura. All’occhio attento dell’osservatore risulta ancora facile riconoscere le antiche volte delle finestre al piano terra e l’architettura dei muri in sasso che delimitano gli spazi interni della struttura originaria. Le 14 stanze iniziali, tutte senza bagno, diventano 45, di cui la metà con bagno privato.

Fiore all’occhiello è la realizzazione della grande sala da pranzo, nata grazie ai preziosi suggerimenti del Direttore del Grand Hotel Bagni Nuovi, senza pilastri di sostegno al centro. Questo validissimo accorgimento architettonico, farà della sala dell’Adele, una delle più importanti sale da ballo, ristorante e feste paesane dell’intero Bormiese facendo diventare Adele e il suo albergo, principale centro di aggregazione per cene sociali, feste ed eventi, dei quali è ancor lucido e vivo il ricordo tra i bormini che quasi 50 anni fa, ebbero la fortuna di vivere quei momenti.

La nota con la quale si chiude il racconto di quegli anni è quella sul valore civile e turistico dato all’Ospedale mandamentale edificato a “garanzia della salute pubblica […] bene attrezzato di gabinetti radiologici, di analisi, di fisioterapia ecc., con una moderna sala operatoria e confortevoli camere di degenza.” (fonte “Guida di Bormio” Ed. 1967).

Per il lettore è facile essere trasportato nell’epoca e immaginare la realizzazione di queste opere nate dalla forza e dall’entusiasmo dell’intera popolazione.

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