Quella di seguito proposta è una escursione medio-facile contraddistinta da un incredibile panorama sui ghiacciai e sulle montagne simbolo della Valfurva. Il percorso si snoda tra le Val Cedéc e la Valle dei Forni, al cospetto del Gran Zebrù, delle Cime di Peio, del San Matteo, del Tresero e di tutte le altre famosissime cime dell’area, quasi tutte poste a corona del maestoso ghiacciaio dei Forni. Il tracciato si svolge quasi interamente su sentiero, lontano dai rumori e dalla frenesia dei percorsi principali della valle.

Rifugio Forni, Rifugio Pizzini, Rifugio Branca

Escursione panoramica con giro ad anello (Valfurva)

#rifugio pizzini #rifugio branca

Lunghezza totale dell’escursione:  14.211 metri
Dislivello totale in salita: 654 metri
Tempo indicativo dell’escursione: 5 ore e 30 minuti
Difficoltà: escursionistica (4 su 10)
Stagione consigliata: da fine giugno a  fine ottobre (verificare quota neve)
Percorso adatto anche in giorni di pioggia:  no
Caratteristiche generali dell’ambiente: itinerario panoramico di alta montagna con incredibile vista sui ghiacciai
Presenza di acqua\fontane lungo il percorso: si
Percorso all’interno dei confini del Parco Nazionale dello Stelvio: si
Panchine lungo il percorso: no
Aree picnic lungo il percorso: no
Ristori o rifugi lungo il percorso: si  (Rifugio PizziniRifugio Branca)
Percorso ad anello: si
Percorso vai e vieni: no
Percorribile con passeggino: no
Località di partenza dell’escursione: Rifugio Forni (Valfurva)
Coordinate del punto di partenza: 46°25’12.43” N – 10°33’19.88” E  —-   UTM:  32T 619532  –  5141903
Quota del punto di partenza: 2170 metri s.l.m.          Quota massima toccata dal percorso:   2697 metri s.l.m.

Descrizione dell’itinerario del giro ad anello Rifugio Forni – Rifugio Pizzini – Rifugio Branca

Dal Rifugio Forni si imbocca l’evidente sterrata che sale ripida in direzione del Rifugio Pizzini. Poche centinaia di metri più avanti, in corrispondenza del secondo tornante presso le “Baite dei Forni”, si lascia la strada carrabile per proseguire sul sentiero panoramico 528 che punta in direzione de: La Caserma (rovine).

Al successivo incrocio si prosegue ancora sul percorso 528 in direzione de La Caserma e del Rifugio Pizzini. Questo tratto di sentiero presenta un incredibile panorama con le Cime di Vioz iniziali protagoniste. Successivamente, alzandosi di quota, il panorama si apre anche sulle altre cime glaciali che circondano il ghiacciaio dei Forni tra le quali citiamo il Monte Cadini e il Monte San Matteo. Raggiunte le rovine della Caserma termina il tratto in salita. Da questo punto in avanti il percorso, pur con alcuni saliscendi, non presenterà altri tratti particolarmente ripidi e faticosi.

Lasciate le trincee e le rovine risalenti alla prima guerra mondiale il nostro itinerario prosegue verso il cuore della Val Cedec, valle sovrastata dalla cima del Gran Zebrù. Questa celebre montagna, chiamata Konigspitze in lingua tedesca, con i suoi 3851 metri è la montagna più alta di tutta l’ Alta Valtellina. La sua vetta, durante la guerra bianca, fu presidiata tutto l’anno (a poche decine di metri di distanza gli uni dagli altri) sia dai soldati austroungarici che dagli alpini Italiani.

Raggiunto il rifugio Pizzini – Frattola,  dopo una più che meritata sosta ristoratrice, si riprende il cammino in direzione del Rifugio Branca seguendo l’itinerario 530 che si sviluppa alla base del Monte Pasquale. Questo sentiero prende avvio pochi metri a monte della porta di ingresso del rifugio Pizzini. Puntando verso il basso  in direzione di una piccola passerella in legno ci troviamo di fronte alla mole del Monte Pasquale. Sulla sua sinistra troviamo invece l’imponente lingua glaciale che scende dalla cima del Monte Cevedale.

La nostra escursione procede senza particolari difficoltà lungo il sentiero 530. Giunti pressappoco a metà valle si incontra una deviazione. Qui si tiene la sinistra in direzione del rifugio Branca. Il sentiero prosegue tra discesa e falsopiano fino a raggiungere la dorsale che separa la Val Cedec dalla Valle dei Forni. Qui una breve salita a tornanti porta ad una deviazione (non segnalata da cartelli) dove si suggerisce di tenere la destra. Un brevissimo tratto in discesa porta ad una nuova deviazione con cartelli. Qui si svolta nuovamente a sinistra sull’itinerario 530 in direzione del Rifugio Branca. Il sentiero prosegue pianeggiante in direzione del ghiacciaio dei Forni con il Monte San Matteo al centro del panorama. Poco prima del rifugio Branca, un breve tratto esposto, facile e ben marcato, necessita della giusta attenzione.

Dopo la sosta al rifugio, si prosegue lungo l’itinerario 524 del Sentiero Glaciologico Basso. Il sentiero, poco oltre il rifugio, passa su un piccolo ponte affiancato da una roboante cascata. Un breve discesa porta poi allo scenografico laghetto di Rosole dove, sempre sul percorso 524 del Sentiero Glaciologico Basso, si continua in discesa su una comoda strada sterrata.

Raggiunto il fondo della Valle, un bel ponticello in legno permette l’attraversamento del torrente glaciale originatosi dal ghiacciaio dei Forni. Dopo il ponte si svolta a destra per proseguire sull’itinerario 524 in direzione del Parcheggio Forni. Da qui in avanti il sentiero attraversa un giovane bosco di larice, betulla, abete e rododendri. Questo bosco, figlio del ritiro dei ghiacciai e dell’aumento delle temperature, era quasi inesistente fino a pochi anni fa.

Raggiunta la piccola diga di A2a si prosegue sul sentiero pianeggiante. Poche decine di metri più avanti, una breve salita porta ad una deviazione dove si svolta a destra. Una breve discesa porta alla scenografica scala degli Alpini e da li in breve al Rifugio Forni.

Buona escursione da Stefano e tutto lo staff di Albergo Adele

Rifugio Pizzini, Rifugio Branca – Note a margine:

  • Al termine dell’escursione si suggerisce una visita al prezioso Museo della Grande Guerra allestito all’interno del Rifugio Forni.
  • Quasi tutte le cime visibili durante l’escursione nel corso della prima guerra mondiale furono presidiate 365 giorni l’anno dai soldati dei due schieramenti. Sul San Matteo, ad oltre 3600 metri, vennero combattute alcune tra le più ardue battaglie di tutto il settore con una successione di conquiste e riconquiste da parte dei due schieramenti. Queste montagne, oggi candide e silenziose, sono testimoni viventi della follia della guerra.
  • Lungo il percorso è possibile incontrare recinzioni mobili per il contenimento del bestiame al pascolo. Si suggerisce di non toccare il filo in quanto è elettrificato a bassa tensione. L’eventuale scossa, seppur non pericolosa, non è mai piacevole ;-).
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Le escursioni descritte hanno solamente scopo divulgativo e di promozione del territorio. Ogni escursionista deve valutare in maniera autonoma il proprio personale stato di forma fisica, esperienza  e capacità.  L’escursionista dovrà valutare in maniera autonoma le difficoltà del percorso in base alle proprie condizioni, alle condizioni del sentiero e meteorologiche, compresa la presenza di ghiaccio, neve, frane, colate detritiche o altri eventi. Albergo Adele e Stefano Bedognè non si assumono nessun tipo di responsabilità per eventuali incidenti occorsi agli escursionisti durante le escursioni descritte e nei percorsi indicati. Albergo Adele e Stefano Bedognè suggeriscono sempre l’accompagnamento da parte di una Guida Alpina.