L’escursione ad anello che dal Passo del Foscagno porta dapprima al Lago Nero e successivamente all’ Alpe Trela, alla Val Vezzola e poi di nuovo al Passo del Foscagno, è una escursione di alta montagna ricca di fascino e incredibili panorami. L’itinerario qui descritto attraversa ambienti alpini scarsamente antropizzati dove la natura e il silenzio sono per larga parte gli assoluti protagonisti.

Lago Nero – Alpe Trela – Val Vezzola

Giro ad anello dal Passo di Foscagno

(Livigno e Valdidentro)

Lunghezza totale dell’escursione:  15.370 metri
Dislivello totale in salita: 815 metri
Tempo indicativo dell’escursione: 5 ore e 30 minuti
Difficoltà: media (6 su 10)
Stagione consigliata: da fine giugno a fine settembre (verificare quota neve prima dell’escursione)
Percorso adatto anche in giorni di pioggia: no
Caratteristiche generali dell’ambiente: itinerario di alta montagna in un territorio scarsamente antropizzato
Presenza di acqua\fontane lungo il percorso: si
Percorso all’interno dei confini del Parco Nazionale dello Stelvio: si (in larga parte)
Panchine lungo il percorso: no
Aree picnic lungo il percorso: no
Ristori o rifugi lungo il percorso: si (Alpe Trela)
Percorso ad anello: si
Percorso vai e vieni: no
Percorribile con passeggino: no
Località di partenza dell’escursione: Passo di Foscagno
Coordinate del punto di partenza: 46°29’45.06” N – 10°12’30.14” E  —-   UTM:  32T 592727  –  5149852
Quota del punto di partenza: 2290 metri s.l.m.          Quota massima toccata dal percorso:   2647 metri s.l.m.

Introduzione

Ci sono luoghi nei quali il silenzio e l’orizzonte paiono infiniti. Ci sono luoghi dove camminare è gioia pura, stupore e meraviglia. Luoghi magici, poco antropizzati e fuori dalle abituali rotte escursionistiche. Uno di questi luoghi è quello descritto in questa scheda: Lago Nero – Alpe Trela – Val Vezzola – giro ad anello dal Passo di Foscagno. Una escursione in alta montagna ricca di fascino, panorami e silenzio.

Descrizione dell’itinerario: Lago Nero – Alpe Trela – Val Vezzola – Passo di Foscagno (giro ad anello)

Dal parcheggio in prossimità del Passo del Foscagno ci si incammina lungo il sentiero che scende alle spalle della casa cantoniera. Dopo pochi metri si raggiunge una deviazione. Si svolta a destra, in salita, e si prosegue lungo il sentiero 130 in direzione “Lach Néir” (Lago Nero in dialetto Livignasco). Il sentiero, accarezzato da bellissimi rododendri, prosegue per alcune centinaia di metri in leggera salita e senza particolari difficoltà fino a raggiungere una vasca di raccolta dell’acqua (interrata) e poco più avanti una deviazione. Alla deviazione si mantiene la destra continuando sull’itinerario 130 in direzione “Lach Néir”.

Il sentiero prosegue pianeggiante per alcune decine di metri per poi riprendere a salire. Passato un piccolo dosso roccioso il tracciato presenta una biforcazione nella quale si suggerisce di mantenere la destra (entrambi i sentieri si ricollegheranno poco più avanti). Il percorso, senza nessuna ulteriore deviazione degna di nota, prosegue in salita (a tratti abbastanza ripida) fino a raggiungere una sorta di valico sulla dorsale del Monte Rocca. Lungo tutta questa sezione iniziale si può godere di un superbo panorama sulla vallata di Trepalle, le montagne della zona di Livigno e quelle del Canton Grigioni oltreché, naturalmente, su tutta la zona della Val Rocca e del Monte Foscagno.

Raggiunta la dorsale del Monte Rocca, a circa 2650 metri di quota, si tocca il punto più alto dell’intero percorso. Il sentiero, ben segnalato, prosegue in leggera discesa in direzione della Val Vezzola. Il panorama cambia completamente. Le glaciali cime del gruppo Ortles-Cevedale svettano all’orizzonte.

In pochi minuti di cammino in discesa si raggiunge il lago Nero, uno splendido laghetto alpino a 2550 metri sul livello del mare. Il silenzio, la bellezza e l’armonia del luogo lasciano esterrefatti.

Attraversata la foce del lago il tracciato sale alcuni metri in corrispondenza di un piccolo dosso erboso. Dal culmine del dosso il tracciato risulta meno evidente fin quasi a scomparire per alcune decine di metri. Il tracciato, mantenendosi indicativamente sulla dorsale del dosso erboso, scende piegando leggermente a sinistra in direzione della Val Vezzola e il fondo della valle. Alcuni bolli segnavia, sbiaditi dal tempo, indicano il percorso. Dopo circa 60 – 70 metri il sentiero torna a farsi evidente. Si prosegue in discesa, a tratti ripida, fino a raggiungere una biforcazione posta al fondo della valle.

Il percorso qui suggerito svolta a sinistra sul sentiero 130 in direzione dell’Alpe Trela (punto di possibile ristoro). Chi volesse accorciare il percorso (circa una ora in meno di cammino) può invece svoltare a destra e proseguire lungo la suggestiva Val Vezzola. Entrambi i sentieri si ricongiungeranno alcuni chilometri più a valle.

Seguendo il sentiero 130 si passa la Bocchetta di Trelina e da li si prosegue in discesa fino a raggiungere l’alpeggio di Alpe Trela (2173 m.s.l.m.). Lungo questo tratto di percorso il sentiero è circondato da una splendida prateria di alta montagna.

Dall’ Alpe Trela si svolta a destra (sud-est) sull’itinerario 196 in direzione “Vezzola”. Si risale tutta la bellissima e solitaria valle che porta alla “Bocchetta di Trela” mantenendosi al centro della vallata. Il sentiero è a tratti interrotto dalla colata detritica scesa dalle vallette del Monte Doscopa ma, tuttavia, il cammino resta evidente e senza particolari difficoltà. L’unico accorgimento è quello di risalire la vallata mantenendosi al suo centro senza alzarsi di quota sui pendii laterali.

Raggiunta la Bocchetta di Trela (2349 m.s.l.m.) il paesaggio cambia nuovamente. L’orizzonte si fa immediatamente più ampio e la Cima Piazzi ne è assoluta protagonista. Questa celebre montagna, simbolo della Valdidentro e dell’ acqua Levissima, catturerà numerose volte lo sguardo da qui alla fine dell’itinerario.

Dalla Bocchetta di Trela si prosegue in discesa su sentiero fino a raggiungere la strada della Val Vezzola.

(In questo punto l’itinerario si ricongiunge con “la scorciatoia” descritta al fondo della discesa dal Lago Nero nei pressi della “Bocchetta Trelina”.)

Arrivati alla strada della Val Vezzola si piega a sinistra (sud-est) sull’itinerario 196 seguendo la sterrata in direzione “Vezzola”.

Al successivo incrocio si prosegue in discesa sull’itinerario 196. Un ambiente alpino dall’ indescrivibile bellezza accompagna il cammino fino a Vezzola (2171 m.s.l.m.). All’incrocio posto in prossimità della prima Baita di Vezzola si svolta a destra (ovest) e si prosegue sull’itinerario 196.1 in direzione “Angelina” e “Passo del Foscagno”.

La nuova strada appena imboccata scende per pochi metri fino ad un ponticello nei pressi di uno sbarramento per l’acqua. Si prosegue sulla strada fino ad incontrare una deviazione.

All’incrocio si svolta a sinistra e si prosegue in direzione “Val di Foscagno” – “Dosso Resaccio”.

La sterrata continua fino a raggiungere una bellissima baita posta sulla sinistra della strada.

Circa un centinaio dopo la baita si incontra un sentiero che sale sulla destra (fare attenzione a questa deviazione). Si prende il sentiero e si procede per alcuni metri in salita addentrandosi nel bosco.

Il sentiero, con circa tre chilometri di saliscendi circondati da un bellissimo bosco di Pino Cembro, Larice e Abete, porta senza particolari difficoltà alla località Tresenda, in Val Foscagno.

Raggiunta Tresenda si prende l’itinerario 186 in direzione “Angelina” – “Passo di Foscagno”.

L’itinerario, protetto da preziosi muri a secco, procede lungo l’antica strada mulattiera che collegava la Valdidentro a Livigno. Il paesaggio su tutta l’Alta Valtellina e le sue montagne  è a dir poco meraviglioso.

Raggiunta la località Angelina, nei pressi del laghetto di fronte all’Hotel Interalpen, si attraversa la strada statale e ci si porta nei pressi del Lago di Foscagno, un tempo chiamato “Lac di Trusc” (lago dei pantaloni)  per via della sua caratteristica forma. Si costeggia il lago lungo il sentiero che corre tra lo specchio d’acqua e la strada statale.   Al termine del lago il sentiero riprende a salire fino al Passo di Foscagno,  punto di inizio e fine di questo incredibile itinerario.

Buona escursione da Stefano e tutto lo staff di Albergo Adele

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