Quella da Niblogo a Baita Presure è una escursione invernale di medio bassa difficoltà e massima soddisfazione. Seppur non servita da ristori o rifugi lungo il suo tracciato, questa escursione gode di un panorama mozzafiato in un prezioso ambiente naturale. # ciaspole bormio valfurva

Escursionismo invernale e Ciaspole a Bormio – Valfurva

“Da Niblogo a Baita Presure”

Lunghezza totale dell’escursione:  7.745  metri

Dislivello totale in salita: 278 metri

Tempo indicativo dell’escursione: 2 ore e 30 minuti

Difficoltà: escursionismo invernale – ciaspole (4 su 10)

Stagione consigliata: da inizio inverno a fine marzo

Percorso adatto anche durante la nevicata:  si

Caratteristiche generali dell’ambiente: itinerario panoramico con limitato dislivello

Percorso all’interno dei confini del Parco Nazionale dello Stelvio: si

Ristori o rifugi lungo il percorso: no

Percorso ad anello: no

Percorso vai e vieni: si

Località di partenza dell’escursione:  Niblogo – Madonna dei Monti

Coordinate del punto di partenza: 46°27’53.36” N – 10°25’56.01” E  —-   UTM:  32T 609968  –  5146691

Quota del punto di partenza: 1600 metri s.l.m.          Quota massima toccata dal percorso:   1800 metri s.l.m.

Descrizione dell’itinerario: Escursionismo invernale e ciaspole da Niblogo a Baita Presure in Valfurva

Quella da Niblogo a Baita Presure, in Valfurva, è una escursione invernale  di medio bassa difficoltà e massima soddisfazione. Seppur non servita da ristori o rifugi lungo il suo tracciato, questa escursione gode di un panorama mozzafiato in un prezioso ambiente naturale.

Nelle prime centinaia di metri lo sguardo è rapito dalle maestose pareti rocciose della Val Zebrù esaltate dalla particolare inclinazione solare dei mesi invernali, dal gelo e dalla copertura nevosa delle cenge. La seconda parte di percorso è invece un vero e proprio balcone panoramico sulla Valfurva e sull’intera Alta Valtellina. Il tutto intervallato da ricchi  boschi di larice e abete dove non è da escludere l’incontro con scoiattoli, piccoli uccelli e cervi.

Dal parcheggio di Niblogo (raggiungibile anche con il Bus Extraurbano delle Autolinee Perego)  si prende la strada della Val Zebrù fino al ponte di tre Croci dove, seguendo l’itinerario 527, si svolta a destra in direzione Pradaccio e Baite Cavallaro.

In leggera salita ma senza particolari difficoltà si raggiungono le baite di Pradaccio di Sotto.

Poco oltre, all’incrocio in prossimità del bosco, si prosegue diritti sul percorso 570 in direzione di Baita Presure.

Il percorso procede senza particolari difficoltà tra boschi e praterie attraversando le località Li Areitin e I Taulei. In prossimità del cartello di località I Guciaregl tenere la destra. In breve si raggiunge La Malenga e dopo altri cinquecento metri si raggiunge la località Baita Presure.

Il nostro suggerimento è di proseguire fino al termine dell’area prativa di Baita Presure per godere appieno del maestoso panorama. Raggiunto il bosco si inverte il senso di marcia e si segue a ritroso il tracciato fin qui percorso.

Sulla strada del rientro, giunti alla prima baita, vi invitiamo a osservare l’angolo sinistro del caseggiato. Qui la natura e l’ingegno dell’uomo si sono uniti per realizzare una piccola opera d’arte rupestre con la biforcazione di una pianta trasformata in vera e propria “pietra d’angolo”!

Gli escursionisti che hanno raggiunto il parcheggio di Niblogo con l’autobus, all’incrocio di Pradaccio possono abbandonare il percorso di andata e svoltare a sinistra in direzione S. Gottardo e S. Antonio (percorso 567). La discesa, senza particolari difficoltà, porta fino all’abitato di Sant’Antonio dove è possibile prendere il pullman delle Autolinee Perego sulla linea Santa Caterina – Bormio. Qui, oltre al meraviglioso Museo Vallivo, sono inoltre presenti bar e altri punti di ristoro.

Buona escursione da Stefano e da tutto lo staff di Albergo Adele

 NOTE

  • Il percorso qui descritto si svolge quasi interamente su terreno innevato e le strade qui nominate si riferiscono ai normali tracciati estivi. Nel periodo invernale queste strade sono completamente ricoperte di neve e vanno pertanto riconosciute dall’ampiezza e conformazione del terreno più che dalle abituali caratteristiche. L’escursionismo invernale richiede un maggiore spirito di osservazione e attenzione rispetto al classico escursionismo estivo.
  • Si suggerisce l’uso di bastoncini, ciaspole e ramponcini.
  • Si ricorda che tra i vari rischi legati all’attività escursionistica invernale, comprese le ciaspole, vi è il pericolo valanghe. Prima di procedere all’escursione è buona norma verificare il Bollettino Neve e Valanghe di Arpa Lombardia . E’ altresì obbligatorio l’uso (e la conoscenza) dell’ apparecchiatura ed attrezzatura di autosoccorso (ARTVA + PALA + SONDA).

A tal proposito si ricorda che la legge regionale della Lombardia 1° ottobre 2014 n. 26 all’art.14 comma 3 prevede che gli utenti delle superfici innevate diverse dalle aree sciabili attrezzate e, in particolare, gli sciatori fuori pista, gli sci alpinisti e gli escursionisti devono rispettare, in quanto applicabili, le regole di comportamento di cui al comma 2 e munirsi degli appositi sistemi di autosoccorso qualora sussistano pericoli di valanghe, verificando le condizioni climatiche anche attraverso la consultazione del Bollettino neve e valanghe di ARPA Lombardia per consentire interventi di soccorso.

Escursionismo a Bormio, un’opportunità in più!

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