Questa escursione, di medio-bassa difficoltà, offre una camminata caratterizzata da incredibili scenari di alta montagna. L’itinerario presenta una meravigliosa vista sulle cime glaciali dell’alta Valfurva e, in particolar modo, sull’immensa parete Nord del Monte Tresero.

Premio finale della salita è lo splendido lago della Manzina. Un incredibile laghetto alpino a quasi 2800 metri di quota circondato da un panorama mozzafiato.

Escursione al Lago della Manzina

(Valfurva)

lago della manzina

Lunghezza totale dell’escursione: 8.882 metri
Dislivello totale in salita: 652 metri
Tempo indicativo dell’escursione: 4 ore
Difficoltà: escursionistica (5 su 10)
Stagione consigliata: da metà giugno ai primi di ottobre (verificare quota neve sui versanti sud)
Percorso adatto anche in giorni di pioggia: no
Caratteristiche generali dell’ambiente: alta montagna tra boschi di pino cembro, praterie e vista sui ghiacciai
Presenza di acqua\fontane lungo il percorso: si
Percorso all’interno dei confini del Parco Nazionale dello Stelvio: si
Panchine lungo il percorso: no
Aree picnic lungo il percorso: no
Ristori o rifugi lungo il percorso: no
Percorso ad anello: no
Percorso vai e vieni: si
Percorribile con passeggino: no
Località di partenza dell’escursione: Rifugio Forni (Valfurva)
Coordinate del punto di partenza: 46°25’12.43” N – 10°33’19.88” E —- UTM: 32T 619532 – 5141903
Quota del punto di partenza: 2170 metri s.l.m. Quota massima toccata dal percorso: 2785 metri s.l.m.

Introduzione:

Questa escursione, di medio-bassa difficoltà, offre una camminata caratterizzata da incredibili scenari di alta montagna. L’itinerario presenta una meravigliosa vista sulle cime glaciali dell’alta Valfurva e, in particolar modo, sull’immensa parete Nord del Monte Tresero. Premio finale della salita è lo splendido lago della Manzina. Un incredibile laghetto alpino a quasi 2800 metri di quota circondato da un panorama mozzafiato.

Descrizione della escursione al Lago della Manzina

Dal parcheggio dei Forni ci si incammina in salita in direzione del Rifugio Forni. Giunti al rifugio lo si aggira in senso antiorario fino ad incontrare il sentiero 575 che sale in direzione del Lago della Manzina.

Questa prima parte di itinerario attraversa un profumatissimo bosco di Pino Cembro e sale diagonalmente in direzione Nord Ovest per un dislivello di circa 200 metri.

Raggiunto il limite boschivo e la briglia in cemento di proprietà dell’azienda energetica A2A si svolta a sinistra e, su comoda strada pianeggiante, si continua lungo l’itinerario 575 in direzione del Lago della Manzina.

Dopo circa 1500 metri di lunghezza, in prossimità delle baite di “Pradaccio dei Forni”, il percorso riprende a salire. In poche decine di metri il tracciato presenta 3 deviazioni nelle quali si mantiene sempre la destra sul ben indicato itinerario 575 del Lago della Manzina.

Alla terza deviazione, a breve distanza da un caratteristico ponticello in legno, come già detto si svolta a destra restando sempre sul percorso 575. La strada si fa presto sentiero e, con tratti abbastanza ripidi, sale in direzione della “Valle della Manzina” e del “Sasso Prealda”. Il percorso, sempre ben segnalato, attraversa per un paio di volte un piccolo corso d’acqua per poi proseguire, sempre in salita, in direzione del centro della valle.

Un sentiero a ripidi tornanti, ben visibili anche da lontano, aiuta a guadagnare velocemente quota per la salita di un primo grande “gradone”.

Questo tratto di itinerario costeggia la fascia rocciosa del “Sasso Prealda”, una parete rocciosa sulla quale la Guida Alpina Eraldo Meraldi ha attrezzato alcune interessanti vie di arrampicata sportiva.

Terminata la sezione a tornanti il sentiero procede rettilineo verso Nord a cavallo di un ampio dosso. Questo tratto di percorso presenta una parte abbastanza ripida. Giunti alla sommità di questo secondo gradone, un ultima sezione di poche centinaia di metri di salita moderata, prevalentemente rettilinea, porta in breve al magnifico lago della Manzina.

Raggiunto il lago la fatica immediatamente scompare. La bellezza dello specchio d’acqua e l’immensità del paesaggio circostante lasciano estasiati.

Il nostro suggerimento, una volta raggiunto il lago della Manzina, è quello di fare il giro del lago per godere appieno delle sue incredibili varianti paesaggistiche.

Dopo le doverose fotografie di rito, si ritorna al punto di partenza seguendo a ritroso il percorso di andata.

Buona escursione da Stefano e tutto lo staff di Albergo Adele

NOTE PARTICOLARI

  • Questo itinerario si svolge quasi interamente oltre il limite boschivo superando tratti di salita ripida ben oltre i 2500 metri di quota. L’aria rarefatta e la minore ossigenazione, tipica di queste quote, accentua la fatica fisica e la sensazione di “fiato corto”.
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Le escursioni descritte hanno solamente scopo divulgativo e di promozione del territorio. Ogni escursionista deve valutare in maniera autonoma il proprio personale stato di forma fisica, esperienza  e capacità.  L’escursionista dovrà valutare in maniera autonoma le difficoltà del percorso in base alle proprie condizioni, alle condizioni del sentiero e meteorologiche, compresa la presenza di ghiaccio, neve, frane, colate detritiche o altri eventi. Albergo Adele e Stefano Bedognè non si assumono nessun tipo di responsabilità per eventuali incidenti occorsi agli escursionisti durante le escursioni descritte e nei percorsi indicati. Albergo Adele e Stefano Bedognè suggeriscono sempre l’accompagnamento da parte di una Guida Alpina.