Il Palazzo Sertoli Salis a Tirano, con le sue sale affrescate e il meraviglioso giardino all’italiana, è una delle perle artistiche della Valtellina.

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Con grande piacere portiamo alla vostra attenzione il prestigioso Palazzo Sertoli Salis.  Con le sue sale affrescate e il meraviglioso giardino all’italiana, è una delle perle artistiche di Tirano e della Valtellina.
Il palazzo Salis di Tirano si colloca come una delle mete culturali e turistiche di maggior interesse di tutta la Valtellina. Visitabile tutto l’anno (su prenotazione nei mesi invernali) con tour guidati per piccoli e grandi gruppi. Il museo è una meta ideale per le scuole e per gli amanti della storia ed architettura del ‘600 e del ‘700, ma anche per gli appassionati della natura, dello sport e dell’enogastronomia valtellinese, per un completamento di grande soddisfazione del loro week-end o della settimana di vacanza.

IL PALAZZO SALIS 

Palazzo Salis, a Tirano,  da secoli di proprietà dei Conti Sertoli Salis, si presenta con una facciata di stile tardo-cinquecentesco, fiancheggiata da due torri e con un portale centrale di stile barocco realizzato su disegno del Vignola.
All’ ingresso, un portico conduce al suggestivo giardino interno “all’italiana”. Questo prestigioso giardino, sicuramente il più importante e famoso della Valtellina, è anche riconosciuto come uno dei giardini all’Italiana più significativi  dell’intero territorio Lombardo.
All’interno del palazzo è presente un interessantissimo circuito museale distribuito su dieci sale pregevolmente decorate e affrescate. Tra le sale, tutte recentemente restaurate, spicca il “Saloncello”, importante sala splendidamente affrescata che fù punto d’incontro del potere politico in Valtellina nel XVII e XVIII secolo,  quando i Conti Salis furono governatori e podestà dei Grigioni.

L’accesso al museo avviene salendo l’imponente scalone d’onore.

Tutte le sale del museo si affacciano sull’antica corte cinquecentesca detta corte rustica, o “corte dei cavalli”.

Di pregio e notevole interesse è anche la chiesetta barocca di famiglia dedicata a S.Carlo Borromeo.

Il museo è aperto con i seguenti orari:

  • dal 1° aprile a fine ottobre: da lunedi al sabato dalle 10.00 alle 16.30 (ultima entrata ore 16.00)
  • dal 1° novembre al 30 marzo: solo su prenotazione per gruppi

Per informazioni più dettagliate potete visitare il sito ufficiale di Palazzo Salis (clicca qui)    oppure potete contattare lo staff del palazzo al numero +39 340 0640653 oppure all’indirizzo mail info@palazzosalis.com

LE SALE DEL PERCORSO MUSEALE

SALA SOFFITTO LIGNEO


Brevi motivi architettonici ornano la parte superiore delle pareti. Il soffitto ligneo a cassettoni delimitati da cornici, è ulteriormente abbellito da un motivo centrale quadrilobato entro cui è dipinta Diana, assisa sullo sfondo di un paesaggio campestre. Ai piedi della dea, armata di arco, giacciono due cani fedeli compagni di caccia.

Nella sala sono esposti disegni, piante e documenti relativi ad alcuni aspetti dell’edificio e concernenti il patrimonio di famiglia.

SALA SOFFITTO POLICROMO


Se è il soffitto ligneo dipinto, con un medaglione centrale, a caratterizzare la sala, non meno rilevanti sono le ricche decorazioni che ornano le pareti.
Una zoccolatura dipinta con finte marmorizzazioni ne orna la parte inferiore; finte cornici dipinte con motivi a voluta e fogliacei delimitano le aperture; un fregio ininterrotto percorre il perimetro superiore esibendo rigogliosi motivi naturalistici, tra cui spiccano frutti dai vivaci colori.

Nel medaglione posto al centro del soffitto è dipinto il mitologico Endimione con Selene, alla quale, secondo la leggenda, aveva ispirato un amore violento. Un piccolo Eros, discosto, pare l’artefice di questo innamoramento nell’atto di scagliare uno dei suoi dardi.
Nella sala sono esposti i ritratti di alcuni illustri esponenti della famiglia e documenti relativi alla concessione di titoli nobiliari.

SALA DI APOLLO E AURORA


La sala deve il suo nome all’ampia superficie affrescata sulla volta: sullo sfondo di un vasto cielo azzurro appena interrotto da esili nubi, pare sfrecciare il carro di Apollo, mentre Eos (l’Aurora) ed Eros, bendato, lasciano spiovere petali dai tenui colori. Finte architetture, dipinte sulle pareti, si elevano su due piani e si concludono con una balaustrata che affaccia sull’interno della sala.

CAMERA DELLE 8 MERAVIGLIE


Già Erodoto fu certamente colpito dallo splendore dei giardini e delle mura di Babilonia e dalle piramidi d’Egitto. Vennero edificati successivamente il tempio di Artemide a Efeso, il Mausoleo di Alicarnasso fatto erigere da Artemisia in memoria del marito Mausolo, e la statua crisoelefantina di Zeus a Olimpia (che risalgono al V – IV secolo). Il colosso di Rodi e il faro di Alessandria sarebbero apparsi qualche decennio dopo ancora.
Alle 7 tradizionali “meraviglie” sopra elencate se ne aggiunge qui un’ottava, il Colosseo.
L’ignoto pittore ha saputo creare un suggestivo effetto prospettico, affrescando le otto scene entro lunette, poggianti su cornici spezzate, “aperte” cromaticamente su un immaginario esterno.

STUDIOLO DELL’OLIMPO


Nato come spazio di disimpegno, tra la scala d’accesso e la camera delle otto meraviglie, il piccolo vano in realtà è una vera e propria stanza dalla ricca e varia decorazione.
Nelle lunette e sul soffitto, infatti, sono affrescate scene mitologiche, con divinità assise su carri trainati da cavalli in spazi aperti e luminosi. Sono riconoscibili, tra gli altri, Giove, Apollo, Mercurio, Marte e Giunone.
Nelle vetrine sono esposte alcune copie diversamente datate degli Statuti civili e penali di Valtellina.

SALA DEL CAMINO


Un imponente camino a stucco caratterizza la sala: ricorda, nello stemma che vi è esposto, la concessione del titolo comitale a Giovanni Salis da parte dell’imperatore Leopoldo I d’Asburgo (26 agosto 1694).
Ai lati della cappa due putti reggono una beneaugurante cornucopia; frontalmente si notano le figure della Giustizia, armata di spada e della Fortezza che regge una colonna.
Sostenuto da altri due putti, la stemma comitale inquartato: nel I° e 4° d’oro, al salice piangente sradicato verde, nel 2° e 3° palato di rosso e argento.

SALA DI ENDIMIONE


Le candide vele sono felicemente contrastate dal colore rosa dei peducci realizzati a stucco, sui quali sono riprodotti volti femminili, motivi fogliacei e volute.
Entro una cornice quadrilobata è raffigurato il mito di Endimione: il giovane che ottenne da Zeus il dono dell’eterna giovinezza e che fece innamorare di sé Selene. L’effetto cromatico accentua la carnalità del protagonista, mentre Selene si distingue per il color ocra-dorato.

SALA DEI TURCHI


Il nome deriva dai quattro busti incorniciati nella decorazione della volta.
Su una cornice dipinta mistilinea, figure di telamoni alternate ai quattro volti di “turchi” reggono il medaglione centrale quadrilobato in cui sono dipinte figure mitologiche contraddistinte dai relativi attributi: Zeus con l’aquila, Giunone con il pavone e Mercurio con il caduceo. Sei graziose scene sono affrescate entro altrettante lunette: sono caratterizzate, tranne una, da una figura centrale che, circondata da attributi diversi, evoca di volta in volta la caccia, la guerra, la devozione, la sapienza, la vita; la scena animata da più figure lascia pensare ad un Parnaso familiare.

SALA DEI TELAMONI


Una finta trabeazione dipinta delimita lo spazio delle pareti da quello superiore; qui si aprono dodici lunette che fingono un cielo azzurro appena interrotto da nubi oltre le quali si intravedono paesaggi.

Dodici telamoni diversamente atteggiati e caratterizzati da espressioni del volto sempre differenti, occupano la superficie della volta. Quattro di essi reggono il medaglione ottagonale posto al centro, in cui sembrano danzare festanti tre putti che recano una corona d’oro.

IL SALONCELLO


Colpisce, entrandovi, lo spettacolare camino sul quale sono esposti entro cornice a stucco, gli stemmi delle famiglie Salis e Wolkenstein, cui appartennero rispettivamente i coniugi Giovanni Stefano e Caterina. Altri stemmi di famiglie imparentate sono dipinti entro ricchi panneggi sopra i portali.
Lungo tutta la parte superiori delle pareti corre un’alta fascia affrescata nella quale si alternano vedute e urne, scandite da pilastrini sui quali sono dipinti altri stemmi.
Da una prima balaustrata dipinta e sorretta, ai quattro angoli, da altrettanti telamoni, si elevano archi ogivali che creano un mirabile effetto prospettico. Una seconda balaustrata delimita la lanterna centrale che simula, attraverso finestre dipinte, l’apertura sull’esterno.
Al centro campeggia l’immagine di Bacco poggiante su nubi sospinte dai venti.

CHIESA DI SAN CARLO


La cappella gentilizia, intitolata a San Carlo Borromeo, di evidente impronta stilistica barocca, esisteva già all’inizio del XVII secolo. Prima apparteneva al capitano Simone Venosta.
L’accesso principale alla chiesa è su via San Carlo, mentre quello privato è possibile tramite la tribuna posta a livello del primo piano dell’edificio e collegata ad esso con un cavalcavia sovrastante la via suddetta.
Ha un’unica aula e un’abside quadrangolare. La luce spiove da una finestra tripartita. Nella volta sono affrescati medaglioni con la Vergine Assunta, San Francesco e San Carlo.La volta a botte della campata centrale è abbellita da un motivo a cassettoni ottagonali, esagonali, cruciformi, realizzati a stucco di color oro e celeste. Sull’arcone della cantoria spicca lo stemma di Simone Venosta con aquila e bande rosse orizzontali, sorretto da due figure angeliche. Specularmente, sull’arco trionfale, si trovano gli stemmi di Giovanni Salis e Costanza de’ Perari.

Buona estate e buona salute a tutti voi da tutto lo staff di Albergo Adele,  il vostro hotel in Valtellina

Si ringrazia Palazzo Salis per i testi e le fotografie

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